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GINEPRO Chinensis var. Sargentii
Durante un workshop ci si può limitare a lavorare ed impostare una pianta secondo le regole più naturali e secondo il disegno che la pianta ci suggerisce oppure si possono cercare strade alternative o, per qualcuno, anche discutibili. Magari quando il materiale è molto prezioso o vecchio può essere rischioso ma quando si tratta di modeste piantine da vivaio o d'importazione può essere molto utile ed istruttivo.
Avevo acquistato questo ginepro più per sfizio che per reale convinzione attratto per il fogliame particolarmente brillante e compatto con in mente il classico bunjin molto minimalista ed etereo. Al momento di lavorarla in un WS invece il mio istruttore mi ha messo di fronte alla scelta di farne qualcosa di più complesso e con qualche contenuto tecnico in più. Non che il risultato potesse portare ad un master ma di sicuro la lavorazione sarebbe stata più istruttiva. Visto che eravamo in aprile il primo step non è stato molto invasivo limitandosi a posizionare i rami principali protetti con rafia e la vegetazione più fine in palchi abbastanza sommari. Lo stile era un po' “a vento” ma ci eravamo lasciate aperte tutte le strade per le successive lavorazioni. Dopo la stagione vegetativa e dopo essere stata liberata dal filo ho ripulito il tronco e preparato la pianta al secondo step proteggendo di nuovo con rafia e applicando il filo di rame.
Questa volta le torsioni e le pieghe sono state molto più decise, soprattutto sul ramo basso, ottenendo una piantina molto compatta ma allo stesso tempo formata da vari palchi di vegetazione. Questo è il risultato finale.
altra angolazione e possibile altro fronte particolare delle pieghe
Nella primavera successiva il ginepro è stato rinvasato in un vaso ancora provvisorio.
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