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GINEPRO Taiwanese
A differenza dei ginepri taiwanesi di importazione giunti in Italia anni fa, questo materiale si presentava ancora molto “vergine” e quindi ancora più indicato per delle lavorazioni a 360 gradi in ambito didattico. Ecco l'aspetto del cespuglio molto selvaggio e di ragguardevoli dimensioni.
Il primo step è stato interamente dedicato alla pulizia della parte interrata (al punto di eliminare quasi metà della terra e del vaso) e della ramificazione con eliminazione di gran parte dei rami inutili. Inoltre è stata creata una prima parte di legna secca scortecciando i monconi e le porzioni di tronco ormai diventati “inattivi” dopo la potatura dei rami ad essi collegati e passando poi la fiamma per rendere già invecchiate e naturali le porzioni di legno trattate.
Nello step successivo (a distanza di poche settimane) è avvenuta la modellatura vera e propria. Il primo passo è stato quello di proteggere con rafia ed autoagglomerante i rami più grossi e sottoposti a piegature maggiori.
Dopodichè è stato applicato il filo di rame su tutta la vegetazione ed impostata. Lo stile scelto è quello prostrato. In questo modo si riescono a mascherare alcuni difetti di lunghezze e ritmo dei rami più grossi ed a valorizzare invece la parte iniziale del tronco e della legna secca.
Risultato finale
Dopo un anno di stabilizzazione in primavera è stato eseguito il rinvaso che, come spesso succede in queste varietà di ginepri ha portato ad una nuova formazione di vegetazione mista aghi/squame.
Per questo motivo anche in questo caso sto programmando degli interventi di innesto con fogliame di tipo itoigawa su questa pianta. In fondo il bello del bonsai è anche quello di avere continuamente dei progetti e dei risultati da raggiungere per migliorare le proprie piante.
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